Skip to main content

Cookie settings

We use cookies to ensure the basic functionalities of the website and to enhance your online experience. You can configure and accept the use of the cookies, and modify your consent options, at any time.

Essential

Analytics and statistics

UNIAMO Federazione Italiana Malattie Rare - inclusione lavorativa - sostegno alla proposta di Andel

Avatar: UNIAMO Federazione Italiana Malattie Rare UNIAMO Federazione Italiana Malattie Rare

A oltre venti anni dall'approvazione della legge 68/99, le stesse istituzioni responsabili dell'attuazione di quella importante legge riconoscono che essa ha rappresentato una grande occasione perduta. A questa crisi – denunciata dallo stesso Ministro Orlando (audizione XI Commissione Camera del 22 aprile) – occorrerebbe rispondere con un suo rilancio. Il più grande limite del collocamento mirato oggi è la frammentazione regionale e locale che ha avuto l’effetto di accrescere la sperequazione territoriale nell’accesso al lavoro delle persone disabili (cioè nell’accesso a un diritto fondamentale). Occorre quindi recuperare uno spazio importante alla funzione di direzione e coordinamento del Ministero competente e dell’ANPAL. La proposta è quella di riservare al collocamento mirato una quota (basterebbe l'8%) delle ingenti risorse assegnate oggi al Programma GOL e subordinare l’erogazione dei fondi ai destinatari (incluse le regioni) all’attuazione di alcune linee di indirizzo: la prima linea di indirizzo dovrebbe essere l'adozione delle migliori pratiche, fra le quali il sistema dotale, le adozioni lavorative, le convenzioni di cui all’articolo 14 del d. lgs. 276 del 2003, etc. Ovviamente, il Ministero dovrebbe previamente elencare e codificare le buone pratiche (come peraltro già disposto dall'art. 1, comma 1, lettera f) del dlgs 151/2015, e mai attuato). La seconda linea di indirizzo è quella di attivare programmi di riqualificazione del personale che opera negli uffici del collocamento mirato. La terza è quella di definire programmi specifici per l'inserimento lavorativo delle persone con disabilità complesse (disabili psichici, intellettivi, persone affette da malattie rare). Infine, la quarta linea di indirizzo dovrebbe consistere nella sussidiarietà con il Terzo settore. E' infatti evidente che ormai il sistema amministrativo che dovrebbe reggere l'inclusione lavorativa delle persone disabili non ha la forza e la competenza necessari a tale compito.

Confirm

Please log in

You can access with an external account

Share