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Corretta applicazione dell’assegno unico

Avatar: AFI Associazione delle Famiglie AFI Associazione delle Famiglie
Con la legge n. 46/2021 sull’Assegno unico ed universale si rende necessario sostituire gli attuali sistemi di sostegno alla famiglia ed i provvedimenti fiscali con un'unica misura. Il Governo è delegato all’attuazione di principi riportati nella legge e si scontra con i primi problemi: ­ la complessità applicativa per riunire in un’unica misura tutti i bonus ed assegni attualmente presenti e distribuiti in modo complesso e variegato ­ la necessità di stabilire le regole di equità e correttezza nella misura da adottare ­ la copertura finanziaria La complessità applicativa è notevole. E’ importante non ridurre i sostegni erogati oggi a famiglie che si troverebbero per questo motivo in difficoltà. Pensiamo alla fascia con figli nel primo anno di vita. Non è sufficiente un generico “principio di salvaguardia” per risolvere tali situazioni. Vanno adottate misure tali da rispondere ai principi costituzionali: Art. 53: Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva. Le spese per il mantenimento e la crescita del figlio non possono costituire imponibile per il sistema fiscale e ad oggi le detrazioni fiscali per figli a carico non rispondono alla realtà del costo di un figlio, perciò sostituire le attuali detrazioni con un importo equivalente non è affatto sufficiente Art. 31: La Repubblica agevola con misure economiche e altre provvidenze la formazione della famiglia e l'adempimento dei compiti relativi, con particolare riguardo alle famiglie numerose. L’assegno universale deve rispondere ai principi costituzionali. Le risorse finanziarie impegnate non sono insufficienti e non consentono di arrivare a coprire le necessità di equità fiscale (art. 53) e di sostegno alla famiglia con figli (art 31). E’ necessario un confronto diretto con le famiglie e le loro associazioni per stabilire in modo corretto le modalità applicative della legge 46 sull’assegno unico.

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