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LA CITTADELLA DEGLI OBLIQUI - proposta di circa 182 famiglie come segno di civiltà, nonché miglioramento della qualità di vita dei disabili

Avatar: cecilia d. cecilia d.

Come rappresentanti dei CC.DD. e RSD del Consorzio socio-assist. Cuneese, Distretto sanitario ASLCN1, sulla scorta della lg112/2016(Dopo di Noi),del DDL del 27/10/21(legge quadro per la disabilità)e dell'esperienza maturata gomito a gomito coi figli,nonché dell'idea che INCLUSIONE si fa solo se cambiano i presupposti a livello di:
a)organizzazione dei servizi e qualifiche degli operatori
b)strutture ricettive(alcuni centri diurni sono a dir poco impraticabili)
c)collaborazione attiva con ASL ed Enti Gestori
PROPONIAMO la CITTADELLA DEGLI OBLIQUI(Cittadella:polo multifunzionale che coordini CC.DD. e RSD del territorio; obliqui:diversamente abili,poiché il loro sguardo è da una prospettiva angolare)dove:
1)centrale è la persona, quale che sia la disabilità e la sua età(fisici e mentali, malati di demenza senile, Alzheimer, i disabili con 65 anni)e gli specialisti che operano vi ruotano attorno
2)presenti sono spazi dedicati: impianti sportivi (piscina, palestre), spazi verdi (giardinaggio/coltivazioni ortofrutticole,pet therapy, ecc.)e un ambulatorio per i controlli sanitari di routine
3)INCLUSIONE e CONTAMINAZIONE si sperimentano aprendo le porte alle scolaresche(nell'ottica dell'alternanza scuola-lavoro)e a associazioni per far davvero COSE coi diversi,per condividere situazioni reali,da pari a pari,non da benefattori e questuanti.
Esperienze così vanno a beneficio non solo dei nostri disabili,ma di molti tra quei giovani e adolescenti normali che il covid ha colpito duramente.
Il concentrare tante realtà(CC.DD, RSD, RSA specializzate)in un unico luogo, mantenendo per ciascuna di esse autonomia e dotandole di accessi e locali privi di barriere architettoniche, NON è GHETTIZZARE i nostri ragazzi, bensì SOSTANZIARNE le identità individuali, dando loro dignità nell'ambito della società complessa che non considera chi non produce o non emerge,chi ha paura d'essere misurato su di un metro che non conta i decimali,né tanto più i millesimi

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