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Disabilità e lavoro autonomo

Avatar: Rosanna Rosanna

Ad oggi, gestire una partita iva come lavoratore autonomo è di per sé una condizione estremamente difficoltosa. Ancor di più, se il lavoratore autonomo in questione è affetto da disabilità, lieve o grave che sia.
Prendendo a esempio me stessa, che sono affetta da una malattia neurodegenerativa (SM) diagnosticata nel 2016, e titolare di partita iva dal 2018, posso affermare con certezza che su queste tematiche il silenzio è assordante. Se un lavoratore dipendente con disabilità è almeno in parte tutelato in caso di aggravamento della malattia o assenze dal lavoro relative alla propria patologia, un lavoratore autonomo con disabilità non è AFFATTO tutelato. Essere titolari di partita iva non ci rende persone sane! E l’assenza di una normativa che disciplini le tutele previste per i lavoratori non dipendenti portatori di handicap, si riconnette alla proverbiale differenza di posizione giuridica tra lavoratori autonomi e dipendenti in generale.
Personalmente, sento la necessità di una contribuzione inps rapportata a queste problematiche - sì, la stessa inps che, con una comunicazione che ha rischiato di passare inosservata, oggi mi nega l'assegno di invalidità a cui, fino al 14 ottobre 2021, avevo diritto - oltre a un minimo di tutela in caso di aggravamento della malattia, ricoveri ospedalieri e quant'altro. La chiusura definitiva della mia attività lavorativa, per la quale ho sputato sangue, e l'iscrizione alle liste di collocamento mirato, non può essere l'unica soluzione per andare avanti in un paese civile.

Grazie per l'attenzione.

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