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Prendo in mano la mia vita, da subito

Avatar: Gennaro Gennaro
Le abilità e le competenze utili a rendersi autonomi non solo per le azioni di vita quotidiana ma anche economicamente, le si possono apprendere da giovanissimi. Ciò non vuol dire che si avvicinano prematuramente i giovani al lavoro o si creino forme di sfruttamento minorile, ma significa assecondare i ritmi della persona con disabilità nell'apprendimento, con curve lievi e adatte al singolo individuo, secondo i suoi reali bisogni e le sue effettive potenzialità, ovviamente da non sottostimare per stigma. Le cosiddette life skills, tanto richieste a chiunque nel mondo del lavoro, non sono ancora argomenti stabili nei programmi scolastici ed è proprio dalla scuola che bisogna partire perché competenze così estensive e di cui si richiede padronanza, non possono improvvisarsi in pochi mesi dopo il diploma o la laurea. Si badi bene che questo tipo di competenze riguardano principalmente le aree cognitiva, relazionale ed emotiva, nulla a che vedere con il paventato "addestramento professionale" dei detrattori di questo metodo che confondono spesso le competenze con appunto l'a.p.. Il progetto di vita, passa per il lavoro, non c'è alternativa. Con la psicologia comportamentale, l'applied behavior analysis, il precision teaching, abbiamo strumenti validati scientificamente (https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/?term=applied+behavior+analysis) (https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/3699086/) per strutturare programmi di apprendimento e acquisizione life skills e di autonomie che possono realmente dare dignità alla vita delle persone con disabilità intellettiva, partendo da subito, da 0 anni, integrando la stessa nel progetto di vita di cui tanto si parla anche nel D. Lgs 66/17, anche attraverso i famigerati PCTO che stentano a decollare perché fondamentalmente non sono finanziati adeguatamente e per gli alunni con disabilità sarebbero manna dal cielo, magari prevedendoli già dalla secondaria di primo grado.

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