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Incarico di responsabilità ad alti livelli

Avatar: hermann hermann

Si ritiene che non vi sia una predisposizione ad accogliere persone disabili di una certa gravità nelle posizioni di notevole rilievo , sia nella P.A. che nel settore privato. Parlo di posizioni quali funzionari, dirigenti, direttori e presidenti. Non ho mai visto un disabile venire promosso sul campo. Tuttavia ci sono stati eccezionali momenti, come ad esempio il ex ministro Antonio guidi , un ex deputato sordo divenuto parlamentare solo per puro caso, o di rarissimi dirigenti (ricordo ad esempio Renato pigliacampo, psicologo della asl) . Al di là dei casi assolutamente casuali e non preordinato, tutto il resto lascia credere che non vi sia questa volontà o intenzione! Quasi sempre vengono scelti per caso, e quasi sempre confinati in ambiti lavorativi di poco rilievo e senza alcuna prospettiva di carriera. Allora si proponga di fare una sorta di scambio: la persona disabile che faccia domanda di un incarico di un certo livello, e se viene accolta, la persona interessata dovrà essere disponibile a rinunciare alla indennità di invalidità. Ciò indubbiamente comporterà un notevole risparmio per lo Stato, ma la persona disabile potrà godere gli effetti della carriera e una stima sulle proprie capacità manageriali. Diversamente da ciò, sarebbe allora preferibile togliere il limite di reddito per le pensioni di invalidità o di spostarlo in su, diciamo dai 40 mila annui in su. Oggi questo anacronistico limite è fermo ai 16 mila annui.

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