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La Scuola al Centro

Avatar: maria rita parsi maria rita parsi
I quattro temi proposti vanno approcciati sulla scorta di una visione/progettualità unitaria. Ogni considerazione su 1. Questione demografica, 2. Rapporti tra generi e generazioni, 3. Disuguaglianza e 4. Lavoro/parità di genere, parte da uno screening sullo stato di salute delle prime due agenzie educative, famiglia e scuola. L’inclusività, i pieni diritti, le possibilità di sviluppo si realizzano a partire dalla “Formazione dei Formatori” (genitori, insegnanti) e dalla trasformazione delle scuole in centri culturali polivalenti integrati con le realtà del territorio, messe in relazione tra loro e anche perché individuabili e fruibili sulla scorta di una rete di “mappe territoriali”, arricchite dal contributo del volontariato e digitalizzate nell’ottica di un virtuale virtuoso, aperte 24 ore su 24 e dotate di presidi permanenti di ascolto e confronto affidati a equipe antro-socio-psico-pedagogiche. Questa “nuova scuola” non solo sarebbe in grado di provvedere alle necessità dei minori, ma si pone quale sostegno fondamentale alle famiglie e ponte tra queste ultime e il mondo del sociale, del lavoro, della sanità, della legalità, della cultura, agendo in maniera diretta e indiretta sulle principali questioni al centro del nuovo Piano Nazionale. Una scuola così strutturata diventa alleata formidabile per le famiglie e soprattutto per le donne, le più penalizzate dalla pandemia, per le quali si aprono nuove possibilità in termini economici, di tempo, e conseguentemente di occupazione, di cura a familiari anziani e fragili. E, ancora, di progettualità in termini di natalità, nell’ottica di una inversione di tendenza del processo di invecchiamento del Paese. La SCUOLA AL CENTRO è una prima applicazione della “rivoluzione buona”, riforma globale che impatta l’intera popolazione e ogni settore della vita del nostro Paese, ponendosi quale “famiglia ausiliaria”, potenziale produttrice di nuove, formidabili e pari opportunità per tutti.

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