Esiti
A conclusione dell'intero processo partecipativo, viene resa disponibile l'analisi dei contributi raccolti durante tutto il periodo di consultazione pubblica attraverso la pubblicazione del Resoconto dei contributi della Consultazione pubblica sulla strategia di Ecomic. Il documento offre una visione d’insieme sui diversi contributi, quantitativi e qualitativi arrivati attraverso il questionario.
Di seguito, in questa stessa pagina, è possibile approfondire una sintesi dei contenuti del Report, articolata secondo le stesse dimensioni di analisi su cui si sviluppa il documento.
Premessa
Tra marzo e maggio 2026, l’Istituto Centrale per la Digitalizzazione del Patrimonio Culturale – Digital Library ha promosso la seconda consultazione pubblica sulla strategia di Ecomic, l’ecosistema digitale nazionale per la cultura, raccogliendo venticinque contributi attraverso un questionario aperto a tutti gli Attori dell’ecosistema. Questo resoconto restituisce in forma sintetica ciò che è emerso e indica gli impegni che l’Istituto assume in risposta.
Ringraziamo tutte le persone e le organizzazioni che hanno partecipato: i contributi orientano in modo concreto le scelte dei prossimi mesi e contribuiscono ad attuare il modello di co-creazione alla base di Ecomic.
Chi ha partecipato
Il campione di questa edizione è più ampio e diversificato per tipologia rispetto alla consultazione precedente, che aveva coinvolto soprattutto gli istituti titolari di patrimonio. Hanno partecipato in prevalenza università e centri di ricerca e imprese tecnologiche, seguiti da professionisti della valorizzazione culturale e cittadini interessati.

Quanto alla familiarità con l’ecosistema, D.PaC resta l’ambiente più conosciuto e utilizzato, seguito da DPaaS e I.PaC; circa metà dei rispondenti non ha ancora utilizzato direttamente nessun ambiente.

Il campione segnala che l’interesse intorno a Ecomic si sta estendendo oltre il perimetro degli enti già coinvolti operativamente e che la consultazione ha intercettato anche chi si sta avvicinando ora a Ecomic.
Com’è percepito Ecomic
La fiducia nell’ecosistema è alta e stabile: il 92% dei rispondenti valuta il potenziale di Ecomic come leva per la trasformazione digitale del settore culturale “alto” o “molto alto”, un segnale che la direzione è riconosciuta e condivisa.
La comprensione del valore è buona ma non ancora pienamente operativa: il 68% dichiara di comprendere i benefici principali ma di aver bisogno di esempi concreti per calarli nel proprio contesto. Coerentemente, il 72% ritiene che i servizi attuali coprano solo in parte le proprie esigenze. È la fotografia di un ecosistema che entra nella sua fase operativa: la visione è chiara, e chi partecipa chiede ora di vederla all’opera.
Da questa domanda di concretezza emergono con nettezza tre richieste.
Dimostrare. I rispondenti chiedono di passare da una comunicazione descrittiva a una dimostrativa: casi d’uso concreti, replicabili per le diverse tipologie di Attore e misurabili, che mostrino con esempi pratici cosa Ecomic permette di fare.
Semplificare. La complessità tecnica percepita e la carenza di competenze digitali interne sono le barriere più citate. La richiesta è di percorsi di accesso e di adesione più lineari, documentazione e strumenti di integrazione chiari, e soprattutto accompagnamento e formazione, anche con presenza sul territorio e coinvolgimento delle reti locali.
Connettere. Gli Attori chiedono che Ecomic dialoghi con ciò che già esiste – i grandi sistemi nazionali per la cultura, i patrimoni digitali pregressi, le fonti diverse – attraverso interoperabilità, dati aggiornabili e ricerca trasversale tra domini.
Emerge anche una richiesta di prospettiva di lungo termine: la garanzia di continuità dei servizi oltre il PNRR è ciò che, per molti, trasforma l’interesse in scelta di adesione.
Sul piano dei servizi, i contributi confermano un forte interesse per l’accesso e la fruizione, per i servizi a valore aggiunto basati sui dati, per l’arricchimento tramite intelligenza artificiale e per la connessione tra patrimoni e fonti diverse, nella prospettiva di un’apertura e di un riuso dei dati coerenti con i principi FAIR e con gli orientamenti europei.
Gli impegni dell’Istituto
In risposta ai contributi raccolti, l’Istituto Centrale per la Digitalizzazione del Patrimonio Culturale – Digital Library assume i seguenti impegni per il semestre in corso e per lo sviluppo della prossima edizione della strategia.
Dimostrare, non solo descrivere. Pubblicheremo casi d’uso reali e verificati, nati dall’esperienza degli enti che stanno già lavorando con Ecomic, replicabili per diverse tipologie di Attori e corredati di indicatori di impatto.
Abbassare le barriere di accesso. Semplificheremo i percorsi di adesione e di accesso ai servizi, con linee guida operative, documentazione tecnica e strumenti di integrazione, per ridurre la complessità percepita e agevolare anche gli enti meno strutturati.
Accompagnare e formare. Avvieremo percorsi di formazione e accompagnamento operativo rivolti agli istituti culturali e alle imprese, anche attraverso la presenza sul territorio e il coinvolgimento delle reti locali.
Dare prospettiva di continuità. Renderemo esplicita la traiettoria di sostenibilità oltre il PNRR e il modello di governance dell’ecosistema.
Aprire e connettere i dati. Proseguiremo nel rafforzamento dell’interoperabilità e del riuso dei dati secondo i principi FAIR, in coerenza con il quadro europeo, valorizzando la connessione tra patrimoni e fonti diverse.
I contributi raccolti sono parte integrante del processo di costruzione di Ecomic. L’Istituto continuerà a coinvolgere gli Attori dell’ecosistema nelle fasi successive, perché la strategia resti aperta, condivisa e capace di rispondere ai bisogni reali del settore.
Conclusioni
La seconda consultazione conferma che la traiettoria di Ecomic è condivisa, e indica la strada per l’adesione diffusa degli Attori: più dimostrazioni, percorsi semplici, connessione con ciò che esiste, continuità nel tempo. È un programma di lavoro concreto, che l’Istituto fa proprio.
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