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IN CHE MODO L’IMPEGNO CONTRIBUISCE A RISOLVERE IL PROBLEMA?

L'approvazione del regolamento sarebbe utile a togliere discrezionalità nell'utilizzo, o non utilizzo e nell'assegnazione dei beni pubblici creando un contesto di regole oggettive, misurabili, monitorabili e condivise, sottrarrebbe molti beni all'abbandono o al sottoutilizzo, consentirebbe un maggiore coinvolgimento della cittadinanza nella cura e nella gestione condivisa degli spazi e dei beni pubblici generando un valore aggiunto di crescita sociale e culturale. La contestuale istituzione della Consulta dei Beni Comuni della partecipazione costituirebbe lo spazio civico che affiancherebbe l'Amministrazione nel favorire, valutare e monitorare i patti di collaborazione nella massima trasparenza, informazione diffusa e pubblicità. Avrebbe inoltre il ruolo fondamentale di attivare percorsi di partecipazione diffusa anche per quanto riguarda tutti gli altri temi legati all'ambiente. Gliambiti di intervento riguarderebbero inoltre l'inclusione sociale attraverso l'uso condiviso e partecipativo degli spazi pubblici rivolto all'auto produzione di servizi alla comunità, e la normazione di uno spazio civico definito nel quale le materie che ineriscono l'ambiente e la vivibilità troverebbe una definizione e una capacità di collaborazione con l'Ente non episodica ma istituzionalizzata.

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