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A gennaio 2025, la Commissione europea ha pubblicato una bozza di regolamento attuativo che definisce il format standardizzato con cui gli Stati membri dovranno presentare i propri Piani Nazionali di Ripristino (PNR), previsti dal Regolamento (UE) 2024/1991 sul ripristino della natura (RRN). Il documento, elaborato con il contributo dell'Agenzia europea dell'ambiente, introduce una struttura comune per pianificare, rendicontare e valutare gli interventi di ripristino ecologico fino al 2050.

Il format è stato concepito per garantire il rispetto degli obblighi previsti dal regolamento, in particolare degli articoli da 4 a 13, che stabiliscono obiettivi vincolanti per il ripristino degli ecosistemi terrestri, d'acqua dolce, marini, urbani, fluviali, agricoli, forestali e per le popolazioni di impollinatori. In base alla bozza, gli Stati membri sono tenuti a presentare i piani iniziali entro il 1° settembre 2026, specificando le misure di intervento, i relativi calendari, i dati spaziali e le procedure di monitoraggio.

Il modello di rendicontazione si articola in tre sezioni principali.

  • La Parte A tratta gli aspetti trasversali, tra cui il processo di pianificazione, il coinvolgimento delle parti interessate e il contributo complessivo agli obiettivi ambientali dell'UE.

  • La Parte B si concentra sugli obblighi specifici per articolo, richiedendo agli Stati membri di di fornire informazioni sugli obiettivi per ciascun tipo di ecosistema, inclusi la valutazione delle condizioni degli habitat, le superfici da ripristinare e gli indicatori di avanzamento.

  • La Parte C descrive nel dettaglio le misure di ripristino, collegando ogni intervento agli obiettivi corrispondenti.

Circa il 10% dei campi del modello sarà precompilato attingendo a dataset europei già esistenti, come quelli derivati dalle Direttive Habitat e Uccelli, dalla Direttiva Quadro sulle Acque, Eurostat e dai dati satellitari del programma Copernicus. L'obiettivo è ridurre le ridondanze e alleggerire il carico amministrativo per gli Stati membri.

Inoltre, quasi la metà dei campi ha carattere facoltativo, offrendo la possibilità di includere informazioni contestuali come le caratteristiche socioeconomiche regionali o le difficoltà incontrate nell'attuazione.

La codifica a colori dei campi del format PNR indica quanto segue:

  • Azzurro: campi facoltativi.

  • Verde chiaro: campi per i quali è possibile utilizzare dati esistenti.

  • Grigio chiaro: titoli e spiegazioni dei campi.

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Esempio dei diversi colori e tipologia dei campi da sezioni estratte del PNR, Parte A.

Oltre alle note esplicative, è stato sviluppato un manuale tecnico di reporting per utilizzare la nuova piattaforma di reporting Reportnet3 .

Il modello prevede anche sezioni dedicate alla partecipazione pubblica, alla pianificazione finanziaria e all'integrazione con le politiche esistenti. Gli Stati membri dovranno indicare i costi attesi, le fonti di finanziamento pubbliche e private, e descrivere i potenziali impatti socioeconomici dei piani. Sono inoltre inclusi campi specifici per segnalare eventuali sussidi che potrebbero ostacolare gli obiettivi di ripristino, come quelli legati ad attività agricole o energetiche dannose per l'ambiente.

Il format proposto dalla Commissione include strumenti per monitorare nel tempo i risultati del ripristino, tra cui dati di riferimento, requisiti di mappatura spaziale e procedure per la valutazione delle condizioni degli ecosistemi. Il regolamento impone una rendicontazione continua sull'efficacia delle misure adottate e prevede disposizioni per garantire la manutenzione a lungo termine delle aree ripristinate.

Per la pianificazione successiva al 2032, in conformità con l'articolo 15, paragrafo 2, del regolamento, è previsto un approccio più strategico e di ampio respiro. Gli Stati membri potranno in tal caso sintetizzare i risultati attesi e le tendenze di lungo periodo, rimandando le azioni specifiche alle revisioni future dei piani. La bozza riflette questa impostazione attraverso campi facoltativi dedicati agli obiettivi al 2040 e al 2050.

La presentazione dei piani avverrà interamente in formato digitale. Il modello è progettato per integrarsi con i sistemi europei, in particolare con la piattaforma Reportnet3 dell'Agenzia europea per l’ambiente, facilitando la condivisione dei dati e la valutazione centralizzata ai sensi degli articoli 17 e 19 del regolamento.

Il portale di riferimento del Regolamento sul ripristino della natura include una serie completa di linee guida, note esplicative, dati di riferimento e altro materiale per agevolare lo sviluppo e l'attuazione dei piani nazionali di ripristino. Questa pagina è in continuo aggiornamento e viene regolarmente arricchita con nuovi contenuti. Ulteriori informazioni sugli obiettivi, i traguardi, la tempistica e l'attuazione del RRN sono disponibili sulle pagine web della Commissione europea dedicate al Regolamento (sito web generale del RRN e sito web sull'attuazione del RRN).

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